La maturità

Voglio condividere con voi il mio arrivo ad Assisi – all’Eremo delle Carceri, per essere preciso -, quando avevo circa 22 anni. Andai proprio lì perché, quando avevo 14 anni, avevo conosciuto un frate scienziato. Era l’imbrunire ed ero rimasto solo, visto che un gruppo di turisti romani, cui dovevo aggregarmi per il rientro a Roma, mi aveva dato buca. Il Guardiano dell’Eremo delle Carceri, P. Stefano Gesi, stava andando a chiudere il cancello. Mi ha trovato appoggiato al pozzo mentre guardavo verso la vallata, e stavo piangendo. Il Guardiano mi si è avvicinato e mi ha chiesto cosa fosse successo. Io gli ho risposto: «Il Signore mi ha detto di venire ad Assisi oggi e qui avrei ricevuto indicazioni sulla mia strada ma non mi ha detto nulla». E lui: «Fermati con noi a pregare, a cenare e a dormire e domani sarai più sereno». Sono stato accolto e, invece di rientrare a casa dopo un paio di giorni per dare un esame di medicina, ho trovato lì la mia strada, anzi ho trovato lo stile della mia vocazione francescana: l’accoglienza! Mio padre intanto, preoccupatosi per non avermi visto rientrare a casa la sera della vigilia del mio esame di medicina, ha pensato bene di raggiungermi ad Assisi e, una volta trovatomi, gli ho manifestato la mia intenzione di restare lì per diventare frate.

Emidio giovane frate (Assisi, 1980)

Mio padre, in seguito, mi disse: «Io non ti capisco, ma secondo me tu hai capito!» Per mia madre fu ben più difficile: non riusciva a farsene una ragione e spesso piangeva sconsolata. Un giorno, però, trovò la pace del cuore: era andata alla messa in una piccola parrocchia – S. Alessandro – sulla via Nomentana, poco fuori dal Grande Raccordo Anulare, e lì aveva notato una statua che riproduceva la Pietà di Michelangelo; cogliendo la grande sofferenza della Madonna in quella situazione, aveva rimesso la sua sofferenza nelle mani del Signore. In seguito, mia madre mi disse: «Voglio provare quello che hai provato tu!» Entrambi i miei genitori, da lì a poco, entrarono nel Cammino Neocatecumenale della nostra parrocchia.

Facciata della parrocchia di S. Alessandro sulla via Nomentana, Roma
“La Pietà” all’interno della parrocchia di S. Alessandro sulla via Nomentana, Roma

Sono entrato in postulato nel 1978 e ho vestito l’abito religioso il 9 settembre 1979 presso il Santuario di San Damiano ad Assisi, dove ho poi emesso la prima professione l’8 settembre 1980. Quindi, il 29 settembre 1984, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, ho emesso la professione solenne. Sono stato ordinato diacono l’8 dicembre 1984 da Mons. Ennio Antonelli.

Emidio giovane frate (Assisi, 1982)
Emidio durante la Professione Solenne (S. Maria degli Angeli, 29.9.1984)

Finalmente, ho ricevuto l’ordinazione presbiterale il 29 giugno 1985 da Mons. Sergio Goretti e ho celebrato la mia prima messa nella mia parrocchia di origine, S. Achille Martire nel quartiere Talenti di Roma, il 30 giugno1985.

Ricordino dell’ordinazione presbiterale di P. Emidio – recto (Assisi, 29.6.1985)
Ricordino dell’ordinazione presbiterale di P. Emidio – verso (Assisi, 29.6.1985)

Prima Messa di P. Emidio nella parrocchia di S. Achille Martire (Roma, 30.6.1985)

Poi ho celebrato la mia seconda messa nel grande giardino della casa di campagna della mia famiglia a Torlupara, vicino Roma, il 7 luglio 1985.

Messa di P. Emidio a Torlupara (Roma, 7.7.1985)
P. Emidio con alcuni famigliari dopo la Messa a Torlupara (Roma, 7.7.1985)

Il 27 giugno 2010 ho festeggiato i miei 25 anni di sacerdozio, celebrando la messa nella parrocchia di S. Remigio a Colleverde di Guidonia, dove, da qualche anno, prestavo il mio servizio pastorale la domenica, e passando poi il pomeriggio in campagna a Torlupara con la mia famiglia.

25° anniversario di sacerdozio di P. Emidio (27.6.2010)

Circa i miei studi da religioso, dopo aver conseguito la Licenza in Sacra Teologia nel Maggio del 1990 presso l’Accademia Alfonsiana della Pontificia Università Lateranense, ho proseguito, sempre presso l’Accademia Alfonsiana, prendendo il Dottorato in Teologia Morale – con la votazione di «Summa cum Laude» – il 29 Novembre 1994, con la tesi «’Creder tutto… creder nulla’. Il Notae de miraculis: opera inedita del cardinal Prospero Lambertini (Benedetto XIV), sui fenomeni straordinari e magico-superstiziosi».

Certificato con votazione finale di Dottorato in Teologia di P. Emidio (Roma, 29.11.1994)

All’interno della fraternità provinciale, constata la mia totale incapacità ad occuparmi di mansioni manuali – quali, ad esempio, la raccolta delle olive -, ho svolto i servizi di Vice-maestro degli studentati del Farneto (in quel periodo ricordo che venne a trovarmi per alcuni giorni mio nipote Valerio, che trascorse con me circa una settimana, invece di andarsene in gita con la classe) e della Porziuncola, di bibliotecario, e di insegnante presso l’Istituto Teologico di Assisi, risiedendo presso i conventi del Farneto, della Porziuncola, di Todi e di Terni. Per più di vent’anni sono stato animatore vocazionale nel Servizio Orientamento Giovani (S.O.G.), offrendo generosamente l’annuncio della Parola e la mia profonda paternità a tantissimi giovani, anche nel corso delle annuali Marce Francescane verso Assisi e delle numerose missioni popolari, cui ho preso parte. Dal 2002 ho instaurato anche una proficua collaborazione con i Frati minori delle Marche, insieme alle suore francescane alcantarine, promuovendo percorsi di formazione spirituale per giovani e coppie, che ancora oggi continuano.

P. Emidio con alcuni frati e suore, insieme ad un gruppo di ragazzi e ragazze
P. Emidio suona la chitarra durante un momento di fraternità
P. Emidio in un momento di pausa di una Marcia Francescana
P. Emidio con alcuni frati e suore in una foto di gruppo
P. Emidio durante un corso per i giovani

Il 29 giugno 2003, giorno del mio anniversario di sacerdozio, il Signore mi ha donato la grazia di essere vicino a mio padre, allettato già da tempo, e di potergli stringere la mano nel momento del suo ritorno alla casa del Padre. Mi aveva sempre detto che il suo più grande desiderio era proprio quello di poter morire tenendo la mano di un sacerdote…

P. Emidio suona la chitarra con la mamma Valentina ed il papà Luigi allettato, mentre la sorella Giovanna è vestita da Babbo Natale (Fonte Nuova, 24.12.2002)

Dalla fine del 2004 sino all’estate del 2006, ho attraversato una fase molto delicata della mia vita e della mia vocazione, per cui mi sono preso un tempo di riflessione seria e, uscito dal convento, mi sono trasferito a Mentana, nella casa in cui ero nato. Pensai a quella volta che, in mezzo all’album delle foto di famiglia, trovai un biglietto di mio padre per il mio 17° compleanno: «Carissimo figlio mio, io lo so che tu incontrerai delusioni… Figlio mio, non ti indurire mai, non perdere la speranza!» In questa situazione così dura, l’unico dal quale mi sono sentito veramente capito è Mosè, non che io sia della sua levatura ma, tra il Signore, il faraone, il popolo, la famiglia, il mare, il deserto, le lamentele, i consigli, le accuse, ecc., ho trovato grandi affinità… In questo lungo tempo, mi ha molto aiutato pregare in casa e andare sulla tomba di mio padre a Mentana a piangere e a pregare con lui. Poi, quando nella Messa o nella liturgia delle ore qualche parola sembrava fare al caso mio, mi fermavo e me la godevo; quindi, parlavo col Signore e lo ringraziavo della mia meravigliosa vita e gli chiedevo perdono per gli infantilismi e gli domandavo di aiutarmi a fare la Sua volontà. Non mi sono sentito mai solo…

Soprattutto per stare più vicino a mia madre, rimasta vedova e bisognosa di essere aiutata, e potermi alternare con mia sorella con la quale abitava, dalla fine del novembre 2006, rientrato tra i frati, sono stato autorizzato a far parte della fraternità del Collegio internazionale S. Antonio a Roma, prestando servizio come insegnante prima e penitenziere poi, occupandomi della direzione spirituale delle tante persone che negli anni mi si sono avvicinate per il discernimento e per un consiglio spirituale, per essere aiutate a comprendere la volontà di Dio sulla loro vita o a trovare una risposta di fede agli interrogativi posti dagli eventi della loro vita. Da qui in poi ho potuto godermi di più anche tutta la mia famiglia di origine.

Valentina, la mamma di P. Emidio (Fonte Nuova, 1.11.2011)
P. Emidio e la mamma Valentina con i tre pronipoti Daniel, Antonio e Andrea, nel giorno del loro Battesimo (Fonte Nuova, 2008)
P. Emidio e la sorella Giovanna (Guidonia, 8.12.2019)
P. Emidio con la sorella Giovanna, il cognato Antonio ed il nipote Valerio nel giardino della basilica di S. Sabina per vedere un’opera di Pirandello (Roma, 2015)
Refettorio del convento di S. Antonio, Roma
Corridoio del convento di S. Antonio, Roma
Confessionale nella basilica di S. Antonio a Roma, dove P. Emidio confessava
P. Emidio con i bisnipoti il giorno del suo 62° compleanno (Fonte Nuova, 25.11.2018)
P. Emidio con la sorella, il cognato ed i nipoti con le mogli, il giorno del suo 62° compleanno (Fonte Nuova, 25.11.2018)
P. Emidio con la sorella Giovanna ed il cognato Antonio nel giardino del Centro Riabilitativo “Don Gnocchi” (Roma, 15.9.2019)

Il 24 novembre 2015, alla vigilia del mio 59° compleanno, il Signore mi ha donato la grazia di poter stringere la mano di mia madre, ricoverata in ospedale per i postumi di un grave infarto, e poterla accompagnare con la preghiera quando ha esalato l’ultimo respiro.

Circa sei anni fa, ho fatto un sogno molto interessanteIl Crocefisso della Sindone era vivo. Gli chiesi cosa fosse tutto quel dolore e Lui mi rispose: «È il dolore di un bambino innocente. Lo vuoi portare tu?» «Va bene» gli dissi e ho sentito immediatamente una spada che mi trafiggeva l’anima. Ho capito allora cosa sia l’anima: qualcosa di reale, che esiste per sempre e che può avere dolori spaventosi e gioie indescrivibili.

Ho contratto il covid alla fine del 2020 ma in modo asintomatico, per cui l’ho scoperto solo a gennaio del 2021 quando, in prossimità di andare in coma diabetico, sono stato ricoverato all’Ospedale S. Giovanni di Roma e mi hanno diagnosticato una polmonite in regressione da covid-19. Rimessomi abbastanza in forma dopo un lungo periodo di convalescenza presso il convento di S. Antonio e nonostante mi fossi sottoposto a numerose analisi e controlli medici che attestavano il netto miglioramento del diabete – per cui, consultatomi con diversi medici di mia fiducia, ho anche deciso di assumere il 3 aprile una dose di vaccino anticovid-19 -, verso le 7:15 di venerdì 16 aprile ho avuto una emorragia cerebrale, causata da un improvviso picco della pressione, e subito sono stato ricoverato in stato di incoscienza all’Ospedale S. Giovanni. Non ho più ripreso coscienza e, a fronte di un quadro clinico nettamente peggiorato, verso le 22:45 di lunedì 19 aprile sono tornato alla casa del Padre, a poco più di 64 anni di età, 40 di professione religiosa e 35 di sacerdozio.

Messaggio della Curia Provinciale per il ricovero di P. Emidio nel gennaio 2021
Pronto Soccorso dell’Ospedale S. Giovanni, la mattina del ricovero di P. Emidio (Roma, 16.4.2021)
Reparto di Medicina Interna ad Alta Intensità di Cura dell’Ospedale S. Giovanni, il pomeriggio della morte di P. Emidio (Roma, 19.4.2021)
Funerali di P. Emidio per i famigliari ed i confratelli nella basilica di S. Antonio (Roma, 21.4.2021)
Funerali di P. Emidio per gli amici nella basilica di S. Antonio (Roma, 21.4.2021)


Locandina affissa ad Assisi (20.4.2021)
Camera ardente presso il Refettorietto della Porziuncola (21.4.2021)
Funerali di P. Emidio presso la basilica di S. Maria degli Angeli (Assisi, 22.4.2021)

Omelia ai funerali di P. Emidio ad Assisi del Ministro Provinciale, P. Francesco Piloni

Sepoltura di P. Emidio a Mentana (22.4.2021)

Ora vivo nella piena Gioia e nella amorevole Luce del Signore, cui, durante il mio pellegrinaggio terreno, ho sempre guardato con infinita nostalgia!…

Nunc intelligo, non credo

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