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Santuario del Ss. Salvatore (Castelchiodato, Roma)

Santuario del Ss. Salvatore (Castelchiodato, Roma)

Dalla strada che collega Castelchiodato a Mentana e Monterotondo, percorrendo una via rurale si giunge ad una piccola chiesa dedicata al Ss. Salvatore. Non si conosce la data di costruzione precisa ma la chiesa esisteva già nel 1500, nel luogo in cui era collocato un antico eremo/convento dei monaci basiliani. La chiesa, di dimensioni esigue, presenta un profilo a capanna con un piccolo campanile e un unico ingresso coperto da una struttura a due falde in cemento, costruita alla fine degli anni ‘60. L’interno, ad unica navata con abside semicircolare, è intonacato e semplicemente pitturato; la copertura interna è composta da due volte a crociera mentre la copertura esterna è composta da un tetto a due falde. Al centro della parete presbiteriale si trova un altare a muro, sormontato da una edicola contenente un’immagine di recente realizzazione rappresentante l’icona del Ss. Salvatore, il cui originale è collocato nella chiesa parrocchiale della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo a Castelchiodato.

L’origine della Festa del 1° giugno

La festa del Ss. Salvatore affonda le proprie radici nel passato. La leggenda narra di alcuni braccianti di Monterotondo, che si trovarono ad arare dei campi a Castelchiodato. Il vomere si incastrò all’improvviso ed i buoi, per lo sforzo, si piegarono sulle zampe fin quasi ad inginocchiarsi a terra, proprio nel punto in cui dal solco aperto spuntava una cassa, che poi rivelò, al proprio interno, la tavola lignea del Ss. Salvatore. Ed è proprio questa pala lignea, raffigurante in bassorilievo Gesù in trono, affiancato da Maria Maddalena nell’atto di lavargli i piedi e da Maria di Betania che gli profuma il capo, che rappresenta il fulcro e la ragion d’essere della festa. Secondo la leggenda, dopo il ritrovamento della tavola i buoi vennero diretti verso Monterotondo; iniziato un improvviso e terribile maltempo, gli animali si rifiutarono però di proseguire e decisero, al contrario, di ritornare verso Castelchiodato, mentre il tempo ritornava sereno. Fu così che da allora la preziosa pala trovò la sua dimora in paese.

Vedi anche: PRESEPE MECCANICO (CASTELCHIODATO, ROMA)

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6 commenti

    1. Admin

      Caro Umberto,
      ti devo ringraziare io per avermi dato modo di scoprire e conoscere sempre meglio questo luogo così speciale, quasi fuori dal tempo, ma, fuori dal contesto di Castelchiodato, purtroppo ancora poco noto.
      L’invito che sinceramente rivolgo a tutti è, per chi non ci sia mai andato, di cogliere la prima occasione e di andare a visitarlo, per chi invece lo conosce già di continuare a viverlo sempre più!
      Un abbraccio,
      Valerio

    1. Admin

      Sarebbe sbagliato negarne il rischio ma non possiamo che confidare nelle capacità delle nostre amministrazioni e comunque dare sempre un occhio affinché qualcosa non sfugga a nocumento di questo e di tanti altri luoghi dell’anima.
      Un caro saluto

    1. Admin

      Rispondo al tuo commento allo stesso modo in cui ho risposto al commento precedente.
      Sarebbe sbagliato negare il rischio di abusi edilizi ma non possiamo che confidare nelle capacità delle nostre amministrazioni e comunque dare sempre un occhio affinché qualcosa non sfugga a nocumento di questo e di tanti altri luoghi dell’anima.
      Un caro saluto

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