Capitolo I – “Tilt analogico”

Padre Riccardo avrebbe davvero voluto estraniarsi per un po’ ma veniva continuamente ributtato nella mischia dei problemi, come accadde una domenica sera a cena. Un confratello cinese, che studiava Teologia e viveva nel suo convento, gli presentò la sorella, il cognato e il nipote, che aveva la stessa età di Isabella. Il giovane frate gli chiese la grande cortesia di prendersi cura dei suoi parenti, che si erano da poco trasferiti in Italia, dato che rischiavano di essere arrestati in patria perché seguaci di un tipo di fede cattolica non “addomesticabile” da parte del regime.

Con l’aiuto di Riccardo, la sorella riuscì a trovare lavoro alle Poste, grazie alla padronanza della lingua italiana, ed il cognato, un informatico, poté insegnare in una scuola di italiano per cinesi. Il ragazzino, Martin, dopo un esame molto severo venne inserito in una classe prima media di una scuola paritaria cattolica, che non gli impose il pagamento della retta.

Riccardo, dopo aver trovato alla famigliola un piccolo appartamento nei pressi del convento, una mattina venne convocato dal preside della scuola paritaria, a volte suo penitente. Il frate temeva che si trattasse di uno dei soliti problemi di adattamento degli adolescenti, ma la questione si rivelò ben più complessa.

«Padre carissimo, verrò subito al dunque: Martin ci inquieta non poco. Per prima cosa assimila la lingua italiana con una velocità e una perfezione impressionanti. Le altre materie sono un gioco da bambini per lui! In matematica crea addirittura problemi all’insegnante, perché si muove su livelli che, dai tempi dell’università, lei non aveva più visto! Il ragazzo completa in pochi minuti i compiti in classe e, alle interrogazioni, i professori tremano per la paura di fare figuracce. Undici anni e sembra Enrico Fermi alla sua età… Mi aiuti a trovare “pane per i suoi denti”!»

Il francescano, mentre ritornava al convento, telefonò a Marianna e le descrisse il caso. Dopo essersi confrontata con Isabella, la donna decise di passare in portineria il sabato pomeriggio seguente per andare tutti insieme a prendere un tè e così conoscersi.

Raggiunsero un locale vicino al convento e i due ragazzini entrarono subito in sintonia. Martin cominciò a sfoggiare la sua intelligenza superiore, ma più “sparava in alto” più Isa rilanciava con assoluta disinvoltura: lui attaccava con la padronanza dell’italiano e lei usava termini che quello non aveva mai sentito, ed era perciò costretto a chiedergliene il significato; lui faceva tentativi saccenti in matematica e lei, che aveva già imparato il calcolo, si muoveva tra integrali e derivate come una maestra di ping pong con un avventizio; lui menzionava il sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi e lei rispondeva sottolineando il vuoto di potere pontificio che ne era scaturito e, come esempio, menzionava il caso di Bellezza Orsini, di cui Martin non aveva mai sentito parlare. Perfino in inglese lei sembrava una studentessa Oxbridge e, dopo una mezz’oretta, Martin abbandonò la saccenza e si diede una calmata.

A quel punto, cominciarono a scherzare e a guardarsi negli occhi, in profondità. Isabella allora notò qualcosa che la lasciò senza fiato: nell’occhio sinistro di Martin si intravedeva una microtelecamera, che probabilmente stava registrando tutto quello che lei diceva e faceva. La ragazzina non poteva certo immaginare che il sistema fosse talmente sofisticato da registrare, tramite un’elevatissima sensibilità simile all’iperacusia, anche ciò che lei non pronunciava. La Cina stava davvero colonizzando l’Occidente!

Tornata a casa, Isabella raccolse tutto il materiale analogico appartenuto ai nonni e accumulato in cantina. Aveva in mente un progetto, ma voleva verificarne la fattibilità prima di parlarne con la madre. La piccola geniale aveva capito che, tramite l’apparecchio collegato a Martin, la voce veniva campionata e trattata in modo digitale; si chiedeva se un video analogico – tipo una videocassetta VHS – potesse essere catturato dall’attrezzo miniaturizzato installato nell’occhio del ragazzo.

Un pomeriggio in cui non aveva compiti, perché il giorno successivo non ci sarebbe stata scuola, Isabella fece venire Martin a casa sua per guardare insieme il primo episodio di Guerre stellari. I genitori lo accompagnarono dopo il lavoro e portarono dolci buonissimi. Isabella iniziò allora il suo piccolo esperimento, ma dovette ben presto interrompere la visione della videocassetta perché il ragazzino stava accusando un forte mal di testa. Isa allora mise su un disco di vinile, ma il povero Martin iniziò a sentirsi impazzire. Un’amatriciana fumante con dessert interruppe l’esperimento di Isa e concluse serenamente la serata.

Una volta andati via gli ospiti, solo allora Marianna fu informata del buon esito della prova di Isabella e, raccontandosi i dettagli e facendo ipotesi, tirarono fino a tardi prima di riuscire ad andare a dormire.

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