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Viaggi nell’Aldilà – La Navigazione di San Brandano (Prima Parte)


Sul finire del V sec., l’Irlanda entrò in contatto con il fenomeno del monachesimo, iniziato in oriente nel corso del IV sec., e lo spirito monastico irlandese si caratterizzò, sin dalle origini, nel senso di un forte ascetismo. I temperamenti più eroici cercavano, poi, la solitudine assoluta per chiudersi nella contemplazione di Dio. Se i monaci orientali si isolavano in cima a delle colonne o nel deserto, i loro confratelli irlandesi disponevano anch’essi di un “deserto” immenso e disabitato: il mare. Nacque così la Peregrinatio pro Christo, la ricerca della solitudine peregrinando tra le onde. Gli aspiranti eremiti giunsero addirittura ad imbarcarsi ed a lasciarsi trasportare dalla corrente dove il caso, o meglio, la volontà di Dio avesse stabilito. Isole grandi e piccole vennero popolate da comunità monastiche.

San Brandano - Mappa dei viaggiSan Brandano nacque verso la fine del V sec. a Clonfert, dove anche morì, e le sue ceneri riposano in Notre-Dame-d’Aynès (piccola cappella in stile romanico ricostruita fra il XIV e il XV secolo presso Conques nella regione dell’Aveyron), lontano dal mare. Si diede alla vita monastica e compì numerosi pellegrinaggi per mare, giungendo in Scozia, forse in Bretagna, nelle isole Orkney e nelle Shetland. Al suo nome è legata la fondazione di diversi monasteri. Dopo la sua morte, il ricordo dei suoi viaggi venne amplificato dalla tradizione orale e si mescolò alle leggende del folclore celtico. Tra il VI e l’VIII secolo l’Irlanda conobbe un periodo di particolare splendore culturale ed artisti, dotti, monaci elaborarono una nuova cultura, unendo elementi dell’Antichità e del Cristianesimo al vecchio mondo celtico.

La Navigazione di San Brandano (un secondo testo è la Vita Prima Sancti Brendani, la cui prima redazione risalirebbe ai secoli XI-XII, che però racconta un’altra versione del viaggio), se ammettiamo che sia stata scritta in Irlanda, può essere datata, nella sua prima stesura, tra i secoli VII e VIII e mostra la sua appartenenza alla nuova fede, ma, parallelamente, evidenza altri temi di cui è difficile giudicare l’ortodossia:

  • il Paradiso per l’uomo non riguarda solo la Fine dei Tempi, ma bisogna scoprire la sua esistenza già sulla Terra;
  • il mare, concepito dai popoli in modi diversi, è ben “l’Anticamera dell’Aldilà”;
  • è verso l’Ovest che la Terra Promessa sarà raggiunta, e non verso l’Est dove la Bibbia situa l’Eden.

Scritta in latino, da un autore ignoto, probabilmente un ecclesiastico, ebbe larghissima diffusione nel corso di tutto il Medioevo e fu tradotta in molte lingue (anglo-normanno, francese, provenzale antico, catalano, inglese, olandese, vari dialetti germanici e, in Italia, veneziano e toscano).

La navigazione rientra nel genere letterario degli Imram (la narrazione di un viaggio avventuroso per mare, compiuto da uno o più eroi). Il genere era congeniale agli Irlandesi, popolazione isolana in larga parte legata al mare, che potevano così recepire suggestioni tratte dalla cultura classica, dall’Eneide, ad esempio, e forse dall’Odissea.

Navigatio Sancti Brendani

Navigazione di S. Brandano (manoscritto tedesco)San Brandano viene presentato come un monaco-fabbro, una sorta di mago che conosce il potere delle acque, un maestro degli animali, ecc., e questi pochi elementi sono sufficienti per darci indicazioni sul metodo agiografico: ogni immagine serve a esaltare la Creazione ed a rafforzare l’adesione o la conversione dell’uomo a Dio.

Nel primo capitolo, dei trentotto che compongono la Navigazione, viene presentata quella che sarà la meta di Brandano, cioè l’Isola dei Beati, che gli viene descritta dall’abate Barinto, suo ospite (qui troviamo proposto il genere letterario degli Echtrai, nei cui racconti si trovano protagonisti condotti su un’isola avvolta dalla nebbia, dove si trovano le anime dei morti).

I tre capitoli seguenti descrivono la preparazione del viaggio, la scelta dei compagni e la costruzione della nave.

La grande balenaDal capitolo 5 al 35 è narrata la navigazione vera e propria, con i diversi avvenimenti ed incontri: l’Isola dalle alte scogliere, l’Isola delle pecore giganti, la grande balena, il Paradiso degli Uccelli, i vegliardi della comunità di sant’Albeo, l’Isola dei fabbri (l’Inferno), Giuda Iscariota, l’eremita Paolo (episodi nei quali risuonano analogie con i testi degli Imram, elementi tratti dall’Apocalisse o dai testi medievali che descrivono i viaggi in Terra Santa o ancora dall’Eneide, dall’Odissea o dalla mitologia germanica).

San Brandano incontra una sirena (manoscritto tedesco)I capitoli 36 e 37 descrivono di nuovo l’Isola dei beati, con l’approdo, ed il 38 racconta il ritorno in patria e la serena morte del Santo.

L’opera è considerata tra le fonti di ispirazione della Divina Commedia di Dante Alighieri, tanto da far pensare, ad alcuni studiosi, che la demonologia di Dante possa essere stata tratta anche, se non del tutto, da questa antica leggenda (infatti, in essa si parla di angeli caduti, che il protagonista trova sotto le spoglie di uccelli candidissimi, appollaiati sopra di un albero nel Paradiso, poiché spiriti decaduti sì, ma non malvagi, né superbi, colpe per le quali, ad esempio, proprio nella Divina Commedia, Dante li pone come neutrali).

E.A. – V.G.