Interviste audio-video: il perché di una precisa modalità comunicativa

La possibilità della menzogna e dell’inganno, più o meno in buona fede, pesa come un macigno in ogni comunicazione, tanto più in un ambito come quello di un Io spirituale che avrebbe una sua possibile autonomia dalla corporeità.

Tutte le neuroscienze hanno eliminato ogni dualismo corpo-mente e pongono il monismo come punto di partenza assoluto.

Perfino la teologia contemporanea ha depennato dal proprio linguaggio lo stesso termine di “Anima”, retaggio di un dualismo platonico ormai definitivamente abbandonato.

Eppure “i fatti sono ostinati” e un racconto narrato con semplicità colpisce, a volte, più di mille documentate “evidenze scientifiche”.
La storia della scienza, d’altro canto, è piena di rivoluzioni epistemologiche, di terremoti di paradigmi, di protocolli stracciati.

Lungi da noi l’accodarci allo sconfinato corteo degli irrazionalisti e degli oppositori alla scienza. Vogliamo essere, però, un po’ <anarchici>, un po’ <eretici>.
Ci piace quella frase di Bertrand Russell: “Gli innocenti non sapevano che la cosa era impossibile, quindi la fecero”!

E.A. – V.G.

 

3 pensieri su “Interviste audio-video: il perché di una precisa modalità comunicativa

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